Cannabis medica: la Francia verso la legalizzazione

Cannabis medica: la Francia verso la legalizzazione

La Francia sta compiendo passi significativi verso la legalizzazione della cannabis a scopo terapeutico e presenta all'Europa il proprio progetto

Dopo quattro anni di sperimentazione, la Francia si prepara finalmente a lanciare un sistema nazionale completamente regolamentato per la cannabis medica. Il 19 marzo 2025 sono stati inviati all’Unione Europea tre decreti fondamentali, che delineano in dettaglio le modalità con cui il nuovo mercato funzionerà. Una mossa tanto attesa quanto inaspettata, arrivata a pochi giorni dalla scadenza dell’accesso alle cure per i 1600 pazienti coinvolti nella sperimentazione avviata nel 2021.

Cannabis medica in Francia: un quadro normativo ambizioso

Il nuovo assetto prevede che solo medici appositamente formati e certificati possano prescrivere cannabis terapeutica. La formazione sarà strutturata in collaborazione con l’Haute Autorité de Santé (HAS). La prescrizione sarà riservata a pazienti che non hanno tratto beneficio dalle terapie convenzionali e sarà limitata a specifiche patologie: dolore neuropatico, epilessia farmacoresistente, spasticità da sclerosi multipla, effetti collaterali della chemioterapia e cure palliative.

Sì al fiore, ma solo vaporizzato

Tra le novità più rilevanti c’è l’introduzione della cannabis in fiore, ma con una clausola importante: sarà vietato fumarla. I pazienti potranno assumerla solo attraverso dispositivi di vaporizzazione a secco certificati CE, visto che l'ultimo decreto autorizza l'uso di fiori di cannabis in cartucce monodose sicure e antimanomissione. I prodotti, inclusi oli e soluzioni sublinguali, saranno suddivisi in tre profili: THC-dominante, bilanciato e CBD-dominante. Ogni prodotto dovrà essere a spettro completo (full spectrum), con possibilità di dichiarare anche cannabinoidi minori e terpeni, favorendo così una maggiore competitività.

Produzione, controlli e sicurezza

Il decreto prevede anche un rigoroso sistema di autorizzazioni temporanee all’immissione in commercio (ATU), rilasciate e monitorate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza dei medicinali (ANSM). Le aziende dovranno dimostrare la conformità agli standard UE-GMP e presentare report di sicurezza periodici. La coltivazione sarà consentita solo in ambienti indoor o serre non visibili al pubblico e soltanto se esiste un contratto vincolante con un’azienda autorizzata alla distribuzione.

Sebbene il sistema francese sia ancora agli albori, gli operatori del settore vedono grandi potenzialità. Secondo Benjamin Alexandre-Jeanroy di Augur Associates, la Francia potrebbe raggiungere tra i 300mila e i 500mila pazienti entro il 2035. A differenza di altri Paesi europei, il modello francese integra la cannabis medica nel più ampio contesto farmaceutico, garantendo maggiore stabilità regolatoria e minori ostacoli burocratici. L’immediata opportunità sembra essere l’importazione di prodotti finiti da confezionare e controllare localmente.

La decisione del governo francese arriva in un momento delicato, dopo mesi di instabilità politica. Ma con l’avvio formale del nuovo quadro normativo, la Francia si prepara a diventare uno degli attori principali del mercato europeo della cannabis medica. La speranza è che questo cambio di rotta rappresenti un sollievo per i pazienti e un’opportunità concreta per la ricerca e l’industria.

31 marzo 2025
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